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Il Portogallo

Guida Portogallo

Per le vicende storiche di cui è stato protagonista il Portogallo è considerata una terra d’emigrazione. Fin da 1400, infatti, il suo dominio sulle rotte atlantiche e i numerosi possedimenti conquistati in America Latina, Africa fino all’Asia hanno determinato uno spostamento notevole della popolazione, in un primo momento dalla madrepatria versoi le colonie e, una volta che queste hanno ottenuto l’indipendenza - a partire dalla prima metà dell'Ottocento fino al 1975 - si è avuto il flusso contrario dai possedimenti esteri verso il Portogallo.

Attualmente il Portogallo conta una popolazione di oltre dieci milioni di abitanti, distribuita in modo non omogeneo sul territorio. Un’elevata densità di popolazione si raggiunge soprattutto nelle regioni costiere, in particolare quelle di Lisbona e Porto dove si concentra oltre un terzo della popolazione del paese, mentre le regioni più interne, e in particolare l'Alentejo, si presentano scarsamente abitate e addirittura la presenza umana diventa molto rara.

Nonostante collegamenti con l’Oriente e i territori africani e l’invasione arabo-musulmana intorno al 711, la popolazione portoghese è per la maggior parte cattolica.
In generale il Portogallo vanta un ricco patrimonio artistico e culturale, frutto del suo glorioso passato e della continua mescolanza con altre culture e territori che hanno arricchito (oltre che influenzato) la società portoghese.
In campo musicale spicca la particolare e molto radicata tradizione del “fado”, un genere musicale malinconico e struggente che è espressione di un intraducibile stato d’animo noto come “saudade” che è molto diffuso anche nelle ex-colonie sudamericane (il Brasile in primis). Ad oggi i “Madredeus” sono i più recenti e rinomati seguaci di questo genere musicale.

Per quanto riguarda la letteratura, va ricordo che il Portogallo ha dato i natali ad uno dei principali letterati e scrittori a livello internazionale: Fernando Pessoa visuto a cavallo tra il 1800 e il 1900. Oggi, il Portogallo può vantare anche il vivente premio Nobel José Saramago.
Tra le tradizioni più radicate e diffuse in tutto il Portogallo c’è la corrida taurina che però non prevede l’uccisione del toro, come invece accade nella corrida tipicamente spagnola.
Consci del loro passato di emigranti, i portoghesi sono molto socievoli e ospitali; per antonomasia essi sorridono e sono sempre gioviali – basta pensare alla musicalità della lingua portoghese che sembra essere davvero una melodia.

La convivialità portoghese è ben espressa dalla musica e dalle tante feste che si susseguono nel corso dell’anno. Alcune tra le principali festività sono di carattere religioso e si legano ai periodi o a ricorrenze liturgiche cristiane: l’Assunzione il 15 agosto, Tutti i Santi il 1° novembre, l’Immacolata Concezione l’8 dicembre, Natale e Santo Stefano, rispettivamente il 25 e il 26 dicembre , la Settimana Santa con particolare devozione e partecipazione il Venerdì Santo e che si conclude con la domenica e il Lunedì di Pasqua e infine vi è la festa della Pentecoste, quaranta giorni dopo la Pasqua.

Tra le festività non religiose, la principali sono l’Anniversario della Rivoluzione dei Garofani festaeggiato il 25 aprile di ogni anno, la Festa del lavoro il 1° maggio, la Festa Nazionale il 10 giugno; la Festa della Repubblica che si festeggia tradizionalmente il 5 ottobre, la Fine della dominazione Spagnola che cada, invece, il 1° dicembre.