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Portogallo - Geografia e clima

Il Portogallo è uno stato dell’Europa Occidentale. E’ una repubblica parlamentare che fa parte del Consiglio d’Europa, della Nato, dell’OCSE e dell’Unione Europea, adottando anche l’euro.
Il Portogallo ha una caratteristica forma rettangolare: i suoi quasi novanta mila chilometri quadrati formano una penisola che confina solo con la Spagna ed è bagnata per tre lati dall’Oceano Atlantico. Comprende anche l’arcipelago delle Azzorre e l’arcipelago di Madeira, residui territoriali del glorioso passato coloniale del Portogallo.

La maggior parte del territorio portoghese è pianeggiante, un quarto è occupato da colline e, soprattutto nella regione centrale, si trovano dei rilievi montuosi (il monte più alto è il Monte Malhão, alto 1993 metri).
Il Portogallo è inoltre un territorio sismico e, fortunatamente nei secoli precedenti, non sono mancati devastanti terremoti che hanno determinato ingenti danni e numerose vittime - uno dei più violenti e famosi si è avuto nel 1755.

La presenza dell’Oceano influisce notevolmente sul clima del Portogallo, che si presenta tipicamente atlantico con abbondanti precipitazioni e correnti fredde, soprattutto lungo gli 830 kilometri di costa portoghese. Nell’entroterra, invece, il clima assume caratteri più continentali.
Il clima atlantico è uno dei fattori principali della presenza di una rigogliosa e lussuosa vegetazione in Portogallo: boschi di querce, castagni e faggi sono gli alberi principali, a cui si aggiunge anche l’eucalipto che è la pianta più diffusa sul territorio.

Parallelamente alla presenza di una ricca vegetazione, il Portogallo vanta anche una ricca fauna selvatica: cervi, caprioli, aquile, cinghiali, volpi, pernici, rettili. Nel 1970 è stato istituito il primo parco naturale del Portogallo – il Parco nazionale Pereda-Gerês, che si trova al confine settentrionale ed ha una superficie di oltre settantatremila ettari.
In Portogallo vivono quasi dieci milioni e mezzo di persone. La demografia e molte delle caratteristiche della società portoghese (a livello di cultura e di folclore) sono state determinate dal dominio coloniale, che è stata una fase cruciale della storia della nazione tra il XVIII e il XIX secolo.

In un primo momento, l’impero costruito tra Asia, Africa e America Latina ha rappresentato un territorio di trasferimento di numerosi abitanti del continente che tentavano la fortuna nelle colonie. Durante il processo di decolonizzazione del XX secolo, però, si è creato un flusso contrario e molti cittadini dei possedimenti territoriali si sono riversati nella madrepatria.
Oggi gli abitanti del Portogallo hanno una distribuzione disomogenea sul territorio: la maggior parte della popolazione si trova sulla costa dove si trovano anche le due principali città della penisola – la capitale Lisbona (nella sua area metropolitana vivono oltre due milioni e mezzo di portoghesi) e Porto, mentre l’entroterra diventa più disabitato.
Questa distribuzione deriva dalle condizioni climatiche e geografiche più favoreli all’insediamento umano e quindi anche dallo sviluppo economico del territorio.

L’economia del Portogallo è tra le meno sviluppate dell’Europa. È principalmente basata sull’agricoltura e sullo sfruttamento delle risorse naturali del Paese. L’agricoltura, benché praticata oltretutto ancora con metodi antiquati, produce in abbondanza olio e vino, prodotti conosciuti a livello internazionale, ortaggi, legumi, grano, granoturco, riso e frutta. Il Portogallo è, inoltre, il primo produttore mondiale di sughero, ricavato dalle tante querce presenti.
L’industria moderna ha avuto un notevole impulso negli ultimi decenni, grazie anche a pressioni e aiuti della Comunità Europea. Si sono sviluppate raffinerie, industrie petrolchimiche, cementifici, cartiere (che sfruttano l’abbondanza di eucalipti e querce), industrie automobilistiche e cantieri navali, industrie elettriche, elettroniche e per la produzione di macchinari in generale.

Importane per l’economia portoghese è la pesca nell’oceano che ha permesso lo sviluppo do industrie specializzate nella lavorazione e trasformazione del pesce (soprattutto sardine, tonno, merluzzo e acciughe) in prodotti in scatola destinati al mercato mondiale.
L’artigianato del Portogallo si basa sull’antica produzione della ceramica, caratterizzata da disegni piccoli e raffinati. Famosi sono i cucchiai artistici realizzati dai contadini e le trine e merletti delle donne di Viana do Castelo e di Vila do Conde.

La presenza di sole, mare e luoghi affascinati, sia a livello di città che di paesaggi naturali, ha determinato lo sviluppo di discreti flussi turistici negli ultimi anni. Mirate riforme e interventi governativi nel settore delle infrastrutture, dei trasporti e incentivi alle strutture ricettive (che hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo) hanno portato ad un aumento significativo dei turisti che ogni anno decidono di visitare il Portogallo e hanno quindi trasformato il turismo in una fonte di reddito importante per l’economia nazionale.