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La cultura sportiva portoghese

I portoghesi sono gente dinamica e da sempre appassionata di sport. Lo sport nazionale per eccellenza è l'hockey su pista, praticato dalla maggior parte dei giovani dai 10 ai 18 anni.

La passione per questa disciplina deriva anche dai tanti premi e dalle competizioni che la nazionale portoghese di hockey è riuscita a vincere. Essa ha all’attivo quindici campionati mondiali maschili, venti campionati europei maschili e tre campionati europei femminili ed è così la nazionale più titolata al mondo.
Ogni anno si svolge un campionato a livello nazionale di hockey che è seguito al pari di quello di calcio.

Proprio il calcio rappresenta l’altra grande passione dei Portoghesi e di recente le squadre portoghesi del Benfica o del Porto hanno raggiunto anche traguardi e buon livelli internazionali. Anche in questo sport, la nazionale portoghese si è distinta per capacità e competenza oltre che per spirito di squadra. Tre calciatori portoghesi sono stati anche insigniti del Pallone d’oro - Eusébio nel 1965, Luís Figo nel 2000 e Cristiano Ronaldo nel 2008. In generale sono numerosi i calciatori di talento che giocano in squadre portoghesi o di altri paesi – ad esempio, Cristiano Ronaldo, Luís Figo, Rui Costa, Nani, Deco, Simão, Ricardo Quaresma, Fernando Couto, Paulo Sousa, Vítor Baía, Paulo Futre, Rui Barros, Pauleta e molti altri.

Tra le discipline sportive molto praticate in Portogallo ci sono: il basket, la pallavolo, il rugby in cui la nazionale portoghese si distingue a livello internazionale, la pallamano, il Beach soccer, il ciclismo e le gare automobilistiche (Rally of Portugal, e altre gare importanti come il Rally Madeira, il Baja Portugal 1000 e la recente Lisboa-Dakar.).

Per ognuna di queste diverse discipline esiste un campionato ad hoc una nazionale che rappresenta il Portogallo nel mondo con la sua casacca caratteristica verde e rossa.
Anche se di minore diffusione, ai portoghesi piace anche l’atletica leggera (a nomi noti come Rosa Mota, Carlos Lopes, Fernanda Ribeiro e Manuela Machado e a grandi campioni come Rui Silva, Naide Gomes, Vanessa Fernandes e Nelson Evora), le arti marziali con Tela Monteiro che ha conquistato due volte la medaglia d'oro agli Europei e gli sport acquatici (surf , windsurf , kitesurf , canoa e vela) a cui la costa atlantica si presta benissimo e le spiagge del Guincho e di tutto l'Algarve offrono le onde migliori d'Europa.

Tra gli sport più tranquilli e d’èlite c’è il golf che in Portogallo è abbastanza diffuso e intorno a cui si è sviluppato un notevole turismo di alta fascia soprattutto in Algarve e Estoril, oltre che sull’isola delle Azzorre e Madeira.
Sono considerati sport, ma in realtà sono più dei giochi il “jogo da malha”, la “petanca” e il “jogo do pau”. Il “jogo da malha” è di origine portoghese e consiste nello gettare dischi metallici nella direzione di un perno che è a pochi metri di distanza. Le sue origini, secondo fonti antiche, risalgono al 1500 e ha un’origine utile – nella versione originaria veniva praticato lanciando ferri di cavallo intono ad un bastone.

La “petanca” è uno sport popolare molto simile alle bocce e in Portogallo esiste una federazione nazionale che organizza competizioni e tornei a livello nazionale.
“Jogo do pau” vuol dire letteralmente “gioco del bastone” ed è classificato come una particolare arte marziale che richiede molta agilità e competenza nel “lottare” con l’avversario servendosi di questo bastone. Le sue origini sono medievali e veniva usato come autodifesa o come competizione per conquistare la donna amata.